La Casa d’Italia torna protagonista


12 Nov

CITTADINO CANADESE 

Nick Di Tempora omaggiato in occasione del 83º gala annuale.

La Casa d’Italia guarda al futuro con ritrovato ottimismo: dopo gli sforzi degli ultimi mesi, infatti, il ‘monumento tricolore per eccellenza’ in città è ormai sulla via del completo risanamento ed è sempre più al centro della vita comunitaria. Nel maggio 2018, come sappiamo, è stata lanciata una campagna di raccolta fondi per salvare lo storico edificio in stile Art Deco dal rischio confisca, a causa di un indebitamento pari a 3 milioni di dollari. Detto, fatto: la Comunità si è rimboccata le maniche e, passo dopo passo, si sta avvicinando al nobile obiettivo. L’ultimo contributo, in questa corsa contro il tempo, è arrivato il 9 novembre scorso, nella prestigiosa cornice di Plaza Volare, in occasione dell’83º gala annuale del “focolare comunitario” italo-montrealese.

Un contributo impreziosito dalla generosità di due imprenditori di successo, come Joseph Broccolini, presidente della Fondazione Comunitaria Italo-Canadese, ed il Cav. Nick Di Tempora, ex presidente di Mapei Americas, ospite d’onore del Ballo. A darne l’annuncio, è stato il presidente del consiglio di amministrazione del CCPI-Casa d’Italia, Gino Berretta, che ha spiegato come, ai 60 mila $ raccolti durante la serata (di cui 10 mila da Paolo Mori), si sono aggiunti altri 45 mila $ offerti da Broccolini ed altri 45 mila $ donati da Di Tempora. Quindi, 160.000 $ in tutto, somma che va ad incrementare la cifra di 1 milione e 800 $ già rendicontata e messa a bilancio.

Un percorso virtuoso propiziato da un comitato esecutivo che ha sempre creduto nel lieto fine di questa maratona di solidarietà, e che è formato da: Perry Mazzanti (primo vice-presidente), Sabino Grassi (secondo vice-presidente e responsabile della campagna raccolta fondi), Vincenzo Belmonte (tesoriere) e Antonio Discepola (segretario). Senza dimenticare gli altri membri del consiglio di amministrazione: Agata De Santis, Giuseppe (Joe) Fratino, Salvatore (Sal) Guerrera, Pietro Lucca, Giuseppe (Jos) Salvo, Enrica Uva e Antonio (Tony) Zara. Con Marisa Celli nel ruolo di direttrice generale.

“Sono sempre stato fiero di far parte di una Comunità capace di aiutarsi nei momenti difficili – ha detto Berretta, visibilmente emozionato – e questa sera sono orgoglioso di condividere questo palcoscenico con un uomo come Nick Di Tempora, che non ha mai dimenticato le sue radici”. Introdotto da Luigi Di Geso, attuale presidente e ceo di Mapei Americas, a salire sul palco è poi stato lo stesso Di Tempora, che nel 1983 ha avuto la lungimiranza di fondare, insieme a Giorgio Squinzi (recentemente scomparso), la MAPEI Corporation negli Stati Uniti, poi diventata MAPEI Americas: azienda leader nel settore della produzione di materiali chimici per l’edilizia, che Di Tempora ha guidato dal 1992 al 2007, quando è poi diventato presidente onorario del cda di Mapei. Un successo fulminante, che non ha mai scalfito, per il suo amore per l’Italia. Di Tempora è diventato governatore della Fondazione Comunitaria Italo-Canadese, presidente della Fondazione Santa Cabrini e co-presidente d’onore della raccolta fondi per il progetto d’ingradimento/ristrutturazione della Casa d’Italia. Dove lo stesso Di Tempora si recava col padre, negli anni ’50, per svolgere i lavori giornalieri offerti sul posto dai contrattori. Un impegno filantropico e umanitario riconosciuto dalla sua Italia, che nel 2010 lo ha premiato con il prestigioso titolo onorifico di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.

“La vita è stata difficile agli inizi – ha raccontato Nick Di Tempora -: i quebecchesi non ci vedevano di buon occhio, ma dopo tanti anni ho capito che non avrei potuto scegliere un Paese ed una Provincia migliori, nel lasciare l’Italia. La Casa d’Italia è il posto col significato più profondo per gli italiani in tutto il Nord America: è il monumento costruito dagli immigrati nel 1936, dopo una raccolta fondi a cui hanno partecipato 4.200 connazionali, su un terreno donato dal sindaco di Montréal dell’epoca, Camillien Houde. Gente che, dopo una giornata di lavoro, la sera e nel weekend, si sacrificava dando una mano a costruire la loro Casa. A tutte queste persone deve andare il nostro rispetto: erano soli, lontani dalla loro terra e avevano bisogno di un posto per stare insieme. I tempi sono cambiati, siamo diventati quebecchesi: la prima generazione era italo-canadese, la seconda canadese-italiana, la terza canadese-canadese. Ma, se alla quarta generazione, non insegnamo ai nostri nipoti e pronipoti cosa significa essere italiani, l’italianità è destinata a scomparire. E questo non possiamo permettercelo: dobbiamo fare di più per preservare le nostre radici e per rilanciare questo Monumento rappresentato dalla Casa d’Italia. Se ci dimentichiamo da dove veniamo, non sappiamo dove stiamo andando”.

Sono stati oltre 450 gli ospiti che hanno risposto all’appello per onorare il passato, il presente ma soprattutto il futuro del simbolo per eccellenza della storia di immigrazione italiana. I principali sono stati ricordati da Nick e Silvana, di ICI TV, che hanno presentato la serata: la Console Generale d’Italia a Montréal, Silvia Costantini; il deputato federale di Alfred-Pellan Angelo Iacono; la Sindaca dell’arrondissment di Villeray–Saint-Michel–Parc-Extension Giuliana Fumagalli; la presidente del Comites Giovanna Giordano; il presidente della CIBPA Dominic Diaco; il presidente dell’Ordine Figli e Figlie d’Italia, Giuseppe Fratino; il presidente della Fondazione dell’ospedale Santa Cabrini, Elio Arcobelli; ed il presidente della corporazione Casa d’Italia, Gaby Mancini. E poi ancora: il Senatore Basilio Giordano, l’ex deputata Rita De Santis, Nick e Nancy Forlini di Remax Solutions ed il presidente del Picai, Piero Iannuzzi.  (V.G.)

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